Il mondo cambia. Anche il professionista deve cambiare
Un imprenditore guarda il bilancio, controlla i costi, parla con i fornitori. Poi arriva una domanda che fino a qualche anno fa sembrava semplice: “Quanto dipende la mia azienda da ciò che accade dall’altra parte del mondo?”
La risposta, oggi, non è così scontata.
Perché dietro un prodotto possono esserci decine di Paesi, tecnologie, fornitori e competenze. Un’automobile può essere progettata in un Paese, assemblata in un altro, utilizzare batterie prodotte altrove e integrare software sviluppato dall’altra parte del mondo.
E quello che vale per l’automotive vale, in forme diverse, per moltissime imprese.
La vicenda delle auto elettriche cinesi in Europa lo dimostra bene. I dazi possono cambiare il luogo in cui un prodotto viene costruito, ma non necessariamente cambiano chi controlla la tecnologia, il capitale, il software, le batterie e la filiera.
Ed è qui che il tema diventa interessante anche per le nostre imprese.
La domanda non è più soltanto “dove?”
Per un’impresa non basta più sapere dove acquista, dove produce o dove vende.
Occorre capire da cosa dipende.
Da quali tecnologie? Da quali fornitori? Da quali competenze? Da quali mercati? Da quali normative?
La complessità cresce e, con essa, cambia anche il ruolo di chi accompagna l’impresa.
Non basta più essere specialisti
La competenza rimane il punto di partenza. Ma sempre più spesso non è sufficiente.
Il commercialista, il consulente del lavoro, l’esperto di sicurezza, energia, ambiente, finanza, digitale o marketing devono conoscere il proprio settore, ma anche capire quando un cambiamento in un’area dell’impresa può produrre effetti sulle altre.
Il professionista del futuro sarà sempre più un punto di riferimento, ma anche un connettore di competenze, persone e opportunità.
Non deve sapere tutto.
Deve sapere chi coinvolgere.
È qui che nasce InAzienda
InAzienda nasce proprio da questa esigenza: creare connessioni tra imprese e professionisti, favorendo informazione, formazione, visibilità e collaborazione.
Perché l’imprenditore non ha bisogno soltanto di singole risposte.
Ha bisogno di una rete di competenze capace di accompagnarlo mentre il mercato cambia.
Il futuro non appartiene soltanto a chi ha più competenze.
Appartiene anche a chi sa metterle in relazione.
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